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venerdì 8 dicembre 2017

Convocata la Riunione dei Soci il 27-12-17

AVVISO

Mercoledì 27 Dicembre 2017

Riunione dei soci SHINE a.sd.

Sono invitati:
  • I soci maggiorenni
  • I soci minorenni accompagnati dal genitore o legale rappresentante che ha firmato il modulo di tesseramento

I temi all'ordine del giorno sono:
  • le novità legali a partire dal 31 dicembre 2017
  • decadenza dal libro dei soci
  • presentazione e approvazione del rendiconto 2016/17
  • proposta per la diminuzione delle quote mensili per famiglie a basso redito
  • investimenti e sponsorizzazioni


giovedì 22 gennaio 2015

La forza dei Resilienti

Un'esperienza che si vive in ogni "vero" allenamento di parkour ma che si fatica a trasmettere a parole. Beh le parole questa volta ce le ha date la repubblica con questo articolo. E siamo orgogliosi di riconoscere il nostro lavoro in tutto ciò. Quello che molto spesso chiamiamo spirito o filosofia del parkour è esattamente questo, cioè tutte le motivazioni che ci spingono ad affrontare le sfide, le difficoltà, i pesanti potenziamenti muscolari e la voglia di dare sempre qualcosa di più. Noi ne siamo consapevoli, e anche chi ci sta attorno lo sa e lo percepisce, è dentro tutti quelli che vivono a pieno l'arte dello spostamento e del superare ostacoli.


Come riprendersi da un fallimento:


“L’elasticità nei confronti delle situazioni drammatiche e traumatiche è un prodotto complesso che unisce fattori genetici, psicologici, biologici, sociali e morali”, risponde da New York Dennis S. Charney, professore di psichiatria e neuroscienze, decano della Icahn School of Medicine del Mount Sinai Hospital e uno fra i massimi esperti dell’argomento. Insieme al collega Steven M. Southwick, professore di psichiatria alla Yale Medical School, Charney ha firmato il saggio “Resilience: the science of mastering the life’s greatest challenges” (Resistenza: la scienza di padroneggiare le grandi sfide della vita, ndr). “Ci siamo chiesti cosa fa sì che alcune persone sopravvivano e superino le difficoltà, conducendo una vita significativa per sè e per gli altri, mentre altre finiscono con l’essere vittime di un disturbo post traumatico da stress o dipendenti da alcool e droga”. Per quasi vent’anni, dunque, Charney e Southwick hanno intervistato vittime di abusi, povertà, crimine, ma anche prigionieri di guerra e sopravvissuti a disastri naturali. Se alcuni soggetti si sono rivelati più “resistenti” di altri, non manca la buona notizia: “Tutti possediamo la capacità di affrontare le difficoltà”.Il segreto è dentro di noiNon è vero, dunque, che la resistenza è un’esclusiva predisposizione genetica di pochi. Gli esperti, infatti, hanno distillato gli “ingredienti” di una straordinaria capacità di recupero. “In comune, le persone che hanno dimostrato elasticità nei confronti delle difficoltà hanno alcune caratteristiche. La prima è un ottimismo radicato nella realtà. Alcuni, infatti, vedono naturalmente il bicchiere mezzo pieno”, spiega Charney. Ma i geni, come si dice in inglese, non sono il destino. “Il tipo di ottimismo che serve non è quello alla Pollyanna, piuttosto è la convinzione radicata dentro di sé di potercela fare”. La seconda caratteristica riguarda l’esistenza di modelli: “Tendenzialmente, le persone che trionfano sulle difficoltà hanno qualcuno a cui ispirarsi”, ricorda Chaney. La terza variabile è rappresentata da una convinzione, un credo morale o religioso che, di fronte a qualsiasi difficoltà, permette di dare un senso alla propria esperienza, senza sentirsi vittime. Ma nel conto entrano anche la capacità di affrontare le proprie paure, la possibilità di contare sugli altri e la determinazione ad accettare il proprio destino per andare avanti.

L’importanza del training“I reduci che abbiamo intervistato ci hanno confessato di aver fatto appello alle esperienze precedenti della loro vita per affrontare le difficoltà. Gli scienziati comportamentali chiamano questa modalità di far fronte ai rischi “inoculazione da stress””, prosegue Charney. In pratica, esporre le persone a situazioni difficili è un modo per insegnare come gestirle. Anche l’educazione, dunque, gioca un ruolo importante: “Se cresci in un ambiente privo di stress, non sei preparato ad affrontare le difficoltà che, inevitabilmente, la vita presenta”. A questo proposito, il ruolo della famiglia e degli educatori è determinante: “Sono un grande sostenitore del fatto che, mentre circondiamo i nostri figli di amore, dobbiamo aiutarli a uscire dalla loro 'comfort zone', metterli davanti a delle sfide che possono gestire per costruire una 'cassetta psicologica degli attrezzi' che gli sarà utile per tutta la vita”, aggiunge l’esperto che ricorda la lezione più importante tratta dalla ricerca: “Possiamo affrontare quasi qualsiasi cosa e uscirne più forti, ma non bisogna mai arrendersi. Alla fine, ci stupiremo delle risorse che abbiamo dentro di noi”. 

Ecco cinque idee per allenarsi a resistere alle avversità.1. Datevi uno scopoIdentificate quello che volete raggiungere nella vita, tenendo conto di quali siano i vostri punti di forza. Questa consapevolezza sarà sempre utile, perché porta alla luce le risorse che potrete sfoderare quando le cose diventano difficili. “I vostri talenti, infatti, sono quelli a cui vi appellerete per farvi da guida”, avverte Charney.

2. Affrontate le vostre paure“Le persone coraggiose non sono persone senza paura, ma che hanno scelto di superarla attraverso l’azione”, sottolinea l’esperto. Anche nella quotidianità, affrontare le proprie paure contribuisce ad aumentare l'autostima e dunque a essere più resistenti nei confronti delle difficoltà.

3. Costruite una rete socialePoche persone possono attraversare le difficoltà da sole, per questa ragione è determinante avere una rete di amici e di familiari su cui poter contare nei momenti difficili. “I soldati reduci dei campi giapponesi ci hanno detto che senza il sostegno degli altri prigionieri non sarebbero riusciti a sopravvivere”, fa sapere l’esperto.

4. Allenate il vostro corpoL’esercizio fisico non è solo un modo per insegnare al proprio corpo a essere attivo, a non arrendersi, ma aiuta anche a rafforzare la propria volontà nel raggiungimento di un obiettivo, senza contare i relativi benefici sul fronte della produzione delle endorfine.

5. Adottate o sviluppate un sistema di valoriI valori che non possono essere sradicati forniscono protezione nei momenti di difficoltà. “Inoltre, possedere dei punti cardinali a cui fare riferimento nei momenti più duri è un aiuto per riconsiderare a posteriori quello che è successo, accettarlo e andare avanti”, conclude Charney.


Link all'articolo originale de La Repubblica qui.

giovedì 20 novembre 2014

BodyMind Parkour Area

(appena trovo un nome più decente lo cambio)
Ci risiamo, ormai quello di progettare parkour park è diventato un vero e proprio vizio.
In attesa del lancio del bando per l'area nell'ippodromo, abbiamo quasi completato un'altro bel progettino con cui rompere le scatole al comune, alla uisp e a chiunque altro si possa.
Di recente nel nostro mirino è entrata l'associazione Naviga In Darsena, che ci ha contattati in seguito a segnalazioni e buone presentazioni. Da vandali su gru e tetti delle fabbriche del canale portuale ravennate a associazione con un forte impatto sociale e di aggregazione.
Ebbene ci è stata data la possibilità di inserirci nel Progetto di Riqualifica della Darsena che vede gli orizzonti nei primi del 2015.
Cosi con una base da "youtube tutorial" di CAD, nell'arco di qualche giorno abbiamo buttato giù bit su bit qualche idea e spunti trovati sul web. Il progetto è un miscuglio di tutto quello che più ci piace; da parkour park che vanno dalla Spagna fino alla Russia e anche una vecchia idea come la struttura del parco degli innocenti archiviata in un cassetto.

In seguito abbiamo inviato tutto a Marco Morigi, skater da anni e architetto di moltissimi aree in tutta Italia dedicate allo skate che conosce le necessità del parkour grazie ad alcuni impianti realizzati con Krap, anche egli coinvolto con 2 progetti. Marco ci aiuta con le ultime rifiniture alle strutture, il calcolo del computo e il preventivo finale.
Se approvato il prossimo passo sarà una piattaforma di crowdfunding che ci aiuterà a raccogliere i rimanenti fondi necessari per completare l'opera.
Insieme alla uisp invece cerchiamo di iniziare un percorso per la stesura di qualche norma per la sicurezza sugli impianti destinati al parkour che possa garantire il libero accesso a tutti i praticanti all'area.
A forza di andare avanti come ci ha insegnato il parkour chissà che non riusciamo veramente a combinare qualcosa.
                                                                                                                                                         -Tony

mercoledì 27 agosto 2014

Oltre gli Ostacoli

Riportiamo il documentario "Oltre gli Ostacoli" con l'intento di arricchire la cultura della pratica che ogni traceur deve avere.

Ideato dalla comunità italiana durante il tour di David Belle e il suo team in Italia nel 2006, viene realizzato e pubblicato da Rhizai come regalo di natale nel 2012. Di seguito il link dell'articolo originale:


Nella speranza che possa aiutare la vostra conoscenza sul parkour e sulle sue origini, il team Shine vi augura una buona visione e una buona pratica.








mercoledì 2 luglio 2014

Essere e Durare

Di seguito vi riportiamo una serie di articoli scritti da Chris Rowat "Blane" e tradotti da Filippo Coen sul blog Sango Parkour:


- Articolo originale: 50 Ways To Be and To Last


- Traduzione 1° parte
- Traduzione 2° parte

martedì 24 giugno 2014

Nature of Challenge

Nature of Challenge è un documentario sul parkour realizzato da 
Northern Parkour (www.northernparkour.com)

scritto da Dave Sedgley

prodotto da Paul Maunder
e tradotto da www.apki.it

Il documentario ha come obiettivo la presentazione di un immagine di parkour che è diversa da quella che solitamente si vede in TV cercando di trasmettere informazioni più accurate sui metodi e la filosofia della disciplina.

(ricordatevi di abilitare i sottotitoli su Youtube)


venerdì 20 giugno 2014

Come iniziare la pratica

Se stai pensando di iniziare ad allenarti nel Parkour ci sono un po’ di cose che devi essere sicuro di aver capito e sulle quali devi aver riflettuto prima di gettarti tra gli ostacoli.


1. Comprendi il Parkour

Il Parkour è un metodo di allenamento per migliorarsi imparando a muoversi in modo naturale e superare ostacoli.
I principi che si imparano attraverso il Parkour possono essere applicati in tutti gli aspetti della vita. 
I benefici del Parkour variano da effetti immediati come l’abilità di muoversi in modo efficiente in situazioni difficili, ad aumenti a lungo termine di forma, confidenza ed autocontrollo, e infine a diventare in generale una persona più rilassata e positiva.
L’inconveniente è che ci vuole tempo e impegno per raggiungere i veri benefici.
L’allenamento fisico è duro e stancante. 
Non c’è nessuna soluzione magica: ottieni quello che dai.


2. Decidi di voler provare il Parkour

Una volta capito cosa richiede la pratica del Parkour , puoi prendere una decisione basata sulla conoscenza dei fatti. 
Se decidi che il Parkour non fa per te va bene, sperando che non affronterai mai situazioni impegnative alle quali non trovi soluzione. 
Se decidi di voler provare il Parkour, devi iniziare ad imparare come farlo. Tutto ciò di cui hai bisogno per iniziare l’allenamento è il desiderio di allenarti. 
Nessun equipaggiamento speciale, solo determinazione.


3. Trova un gruppo di allenamento locale o un corso con insegnanti qualificati ADAPT

Mentre pratichi Parkour è necessario imparare molto bene come funzionano il tuo corpo e la tua mente e devi renderti conto di questo riflettendo con la tua testa. 
Tuttavia, avere una persona esperta che ti metta nella giusta direzione può essere di tanto in tanto prezioso in questo processo. 
Da questo lato, se riesci a trovare qualcuno che sia sufficientemente esperto e istruito che ti faccia da guida, questo ti aiuterà notevolmente. 
Due persone non ti aiuteranno alla stessa maniera, ed è importante sforzarsi per trovare qualcuno i cui metodi lavorino meglio per te.
L’ideale sarebbe che questa guida sia qualcuno che impersoni le qualità che cerchi di ottenere, poiché in questo modo sarà più facile vedere collegamenti diretti tra il suo modo di pensare e il tuo. 
Ricerca queste caratteristiche e la qualità ADAPT.


4. Impara la teoria degli esercizi

La persona che si trova nella condizione migliore per valutare la tua condizione sei tu. Hai accesso ad una grande quantità di sensazioni e impressioni dal tuo corpo che nessun altro può avere e quindi per allenarti più efficientemente devi capire i principi da solo e abituarti a prendere le tue decisioni personali.
Anche se sei già forte e in forma devi comunque essere sicuro di aver capito la teoria perché le esigenze fisiche del Parkour sono generalmente molto maggiori rispetto a quelle delle altre attività e spesso molto specifiche del Parkour.


5. Trascorri una settimana ad esercitare tutte le parti del tuo corpo e ascoltare il tuo corpo per
capire il tuo attuale livello fisico

Prima di sapere come migliorare il tuo corpo devi capire come cominciare. 
Prendere una settimana per spingere il tuo corpo un po’ oltre i tuoi limiti negli esercizi, senza metterti a rischio spingendoti troppo oltre, ti dà abbastanza tempo per esercitare tutte le parti del corpo e vedere cosa riesci a fare, ma anche abbastanza tempo per permettere al tuo corpo di recuperare e a te di osservare gli effetti dell’aver spinto il tuo corpo fino a quel punto.


6. Decidi di iniziare esercizi che siano adatti a te

Una volta compresi i principi generali di come allenarsi e conosciuto ciò di cui è capace il tuo
corpo, devi lavorare per adattare gli esercizi secondo i principi in modo che siano adatti a te.
Questo richiederà inizialmente qualche sperimentazione, ma gradualmente arriverai a capire le cose sempre meglio fin quando potrai giudicare il tuo allenamento sempre più precisamente.


7. Inizia ad allenarti

All’inizio devi concentrarti sull’allenamento fisico come base per il resto del tuo allenamento. 
Ci sono due tipi di allenamento fisico: tecnica ed esercizio. 
L’allenamento tecnico si concentra sulla coordinazione e precisione, l’esercizio si concentra nel diventare più in forma e più forte.
Il rapporto migliore da adottare è circa 3:1 o 4:1 in favore dell’esercizio poiché molti di noi hanno già un livello base di coordinazione, e poiché incrementi in forma e forza rendono
l’apprendimento tecnico più facile. 
Tutte le tecniche di movimento necessitano di un certo livello di forza e forma per essere eseguite efficacemente, quindi l’allenamento tecnico deve procedere lentamente per dare tempo di sentirsi a proprio agio con ogni movimento, e per permettere alla forza e alla forma di stare al passo. 
Prima di tutto ascolta il tuo corpo, e se sei in dubbio procedi lentamente. 
Se progredisci troppo velocemente hai buone probabilità di infortunarti e regredire.
Molti problemi possono essere risolti semplicemente prendendo tempo per pensare a quello che stiamo facendo e sperimentando con piccoli cambiamenti nella tecnica o nell’approccio.


Da: apki.it,  parkour.net e ParkourWave